JA slide show

Gruppi di Meditazione Sicilia

Questo sito creato dal Gruppo di meditazione (sangha) di Catania è direttamente collegato con i monaci di Plum Village e vuole essere un punto di incontro tra i praticanti e i sangha che seguono gli insegnamenti della scuola zen di Plum Village fondata da Thay Thich Nhat Hanh.

 

La Meditazione Seduta PDF Stampa E-mail
Mercoledì 01 Giugno 2011 22:52

La Meditazione Seduta parte 1 - Guardare in profondita'

Il secondo aspetto dlla meditazione è il “guardare in profondità”. Poniamo il caso che qualcuno abbia detto o fatto qualcosa che ci ha fatto soffrire, o ci ha mandatto su tutte le furie. Una volta che siamo riusciti a fermarci, a calmare le nostre emozioni e abbiamo ottenuto un certo distacco dalla situazione, possiamo iniziare a guardare in profondità per vedere cosa sia veramente successo. Perché questo tipo di meditazione abbia successo dobbiamo avere il profondo desiderio di capire e dobbiamo trasformare la nostra difficoltà nell’oggetto della nostra meditazione. Se la nostra intenzione è quella di punire la persona che ci ha fatto soffrire o di vendicarci, sicuramente la nostra meditazione non avrà successo. Lentamente, mantenendo la nostra consapevolezza del respiro, possiamo riesumare l’episodio che ci ha tanto disturbato e cercare di analizzare ogni dettaglio con uno sguardo imparziale. Dobbiamo essere in grado di vedere che da parte nostra abbiamo contribuito a creare questo malinteso e riconoscere la nostra responsabilità. Dobbiamo riconoscere che l’altra persona ci ha fatto soffrire preché lei stessa sta soffrendo enormemente ed ha bisogno di aiuto. Se abbiamo successo nel vedere la sofferenza dell’altra persona come la nostra propria sofferenza non saremo più animati dalla voglia di punire o di vendicarci. A quel punto vorremo solamente capire le radici della sofferenza nell’altra persona per poterla aiutare. Il Buddha ha insegnato che la maggior parte dei nostri sentimenti dolorosi sono causati da percezioni erronee. Crediamo che l’altra persona ci voglia fare del male, ma in realtà questa non è che un’idea basata su una percezione distorta della realtà. Quando osserviamo in profondità abbiamo l’occasione di recidere queste percezioni erronee e con queste le radici della sofferenza dentro di noi.

Guardare in profondità è una capacità che con il tempo diventerà sempre più efficace e accurata. Possiamo utilizzare questa capacità per fare luce sul nostro corpo e sulla nostra mente e per scoprire che in realtà non siamo entità separate dal resto del cosmo. Per coltivare una comprensione così profonda saranno necessari alcuni anni di pratica, ma ognuno può riuscire. Se lo vogliamo veramente prima o poi riusciremo a capire la nostra mente. La comprensione è una capacità che ognuno di noi possiede e tutto ciò che dobbiamo fare è assicurarci di innaffiare questo seme in modo che diventi un albero solido e profondamente radicato nella nostra coscienza. Possiamo aiutare la nostra pratica a solidificarsi utilizzando delle “meditazioni guidate” che stimolino il nostro interesse e la nostra attenzione. Se non siamo interessati all’oggetto che stiamo contemplando sarà molto difficile trovare la concentrazione necessaria per meditare con successo. Ogni volta che ci sediamo sul nostro cuscino dovremmo sentirci felici di poterci sedere e praticare in questo modo. Meditare è come coltivare il suolo della nostra coscienza per poter permettere ai semi migliori di manifestarsi e di crescere. Un buon giardiniere non ha fretta di vedere i fiori manifestarsi. Mentre prepara il suolo, mentre semina ed innaffia può già entrare in contatto con i fiori e gioire anche se non è ancora primavera. Se piantiamo delle rose cresceranno delle rose; allo stesso modo se piantiamo semi di pace, amore e compassione nella nostra mente prima o poi raccoglieremo pace, amore e compassione. Tutto quello che dobbiamo fare è assicurarci che questi semi non muoiano e che ricevano il giusto nutrimento. Se possiamo sederci in meditazione per molte ore ma non siamo felici e a nostro agio, forse stiamo solo innaffiando semi di orgoglio e fierezza. Ma se siamo in grado di sederci anche solo dieci o venti minuti, coltivando la felicità e la gioia, raccoglieremo i frutti durante tutta la nostra giornata.

La meditazione sedutal prima di essere una pratica è un piacere, una fonte di gioia e di freschezza. Sedersi a respirare per una decina di minuti prima di incominciare la nostra giornata, può aiutarci a ritrovare la nostra aspirazione e la forza necessaria per coltivare la consapevolezza ad ogni passo ed ogni respiro. Quando ci sediamo in meditazione è importante trovare una postura comoda che permetta al nostro corpo e alla nostra mente di rilassarsi e di lasciare andare ogni tensione e preoccupazione.

Possiamo sederci nella posizione del loto, del mezzo loto o utilizzare un panchetto di meditazione; l’importante è che la nostra colonna vertebrale sia eretta e rilassata e che la nostra testa non sia piegata in avanti. Sedendoci in questo modo il nostro respiro potrà fluire naturalmente e leggermente, senza richiedere alcuno sforzo. Possiamo utilizzare la meditazione seduta per due scopi: uno è l’arresto, e l’altro è il guardare in profondità. Praticare l’arresto significa imparare a fermarsi e ad arrestare il corso dei pensieri o delle azioni che ci creano sofferenza. Quando nella nostra vita quotidiana proviamo un forte sentimento di rabbia, di frustrazione o di disperazione, possiamo sederci per alcuni minuti per respirare profondamente. All’inizio ci sembrerà difficile arrestare il corso dei nostri pensieri, ma se continuiamo a riportare gentilmente la nostra attenzione verso il respiro, dopo alcuni minuti si saranno già calmati. Per aiutare la nostra concentrazione possiamo praticare degli esercizi come:

Inspirando, vedo mestesso\a come un fiore                                   (fiore)

Espirando, sono fresco\a                                                            (fresco)

 

Inspirando, vedo me stesso\a come un monte                            (montagna)

Espirando, sono solido\a                                                             (solida)

 

Inspirando, vedo me stesso come uno specchio d’acqua               (acqua)

Espirando, rifletto la realtà                                                           (rifletto)

 

Inspirando, vedo me stesso\a come spazio sconfinato                   (spazio)

Espirando, sono libero\a                                                              (libera)

Un esercizio come questo può nutrire il nostro corpo e la nostra mente, calmare i nostri sentimenti negativi e riportare il sorriso sulle nostre labbra. Prima di tutto possiamo leggere il testo dell’esercizio che ci accingiamo a praticare, ad esempio:”inspiro e vedo mestesso come un fiore, espiro e sono fresco”. Quando abbiamo messo a fuoco l’oggetto della nostra meditazione possiamo lasciare andare queste frasi e semplicemente utilizzare due parole chiave. Mentre inspiriamo possiamo recitare mentalmente la parola “fiore”, e mentre espiriamo “fresco”. Se siamo in grado di praticare con leggerezza e consapevolezza, dopo solo alcuni respiri inizieremo già a sentirci più freschi e rilassati e potremo passare al secondo esercizio.

Mentre pratichiamo la meditazione seduta dobbiamo fare attenzione a non forzare la nostra mente e a non usare la nostra concentrazione per sopprimere i pensieri che non ci piacciono o che ci fanno soffrire. Praticare in questo modo non può che creare ulteriori tensioni nel nostro corpo e trasformare la nostra mente in un campo di battaglia. Quando ci sediamo in meditazione dobbiamo essere pronti ad accettare ogni cosa. Qualsiasi cosa si manifesti nel nostro corpo o nella nostra mente dobbiamo abbracciarla gentilmente con la nostra consapevolezza e riportare tranquillamente la nostra attenzione al respiro o all’oggetto della nostra meditazione. Quando sappiamo praticare l’arresto smettiamo di essere prigionieri delle nostre emozioni e siamo in grado di nutrire il nostro corpo e la nostra mente con le meraviglie della vita che ci circondano ad ogni istante. Thay paragona spesso le nostre emozioni ad una tempesta. Se vediamo la chioma di un albero ondeggiare violentemente fra le raffiche di vento e i lampi, penseremo che l’albero stia per schiantarsi al suolo. Se però dirigiamo il nostro sguardo verso il tronco ci sarà chiaro che l’albero è ben radicato e non rischia di morire, anzi, quando arriverà la primavera offrirà ancora i suoi fiori e i suoi frutti. Allo stesso modo quando siamo scossi da forti emozioni non dobbiamo concentrare la nostra attenzione sui pensieri o sullo stato della nostra mente. Al contrario dobbiamo fare in modo di scendere verso il tronco, verso il nostro corpo. Possiamo prestare attenzione al movimento dell’addome che si espande con l’inspirazione e che cade con l’espirazione. Se superiamo la nostra tendenza a rincorrere i pensieri, scopriremo che il nostro addome è un solido rifugio e che sopravviverà a questa tempesta incolume. Ritornare alla consapevolezza del corpo ci aiuta a farci sentire radicati e stabili. In questo modo anche nelle situazioni più difficili sapremo cosa fare e non rischieremo di reagire sconsideratamente.

La pratica dell’arresto non è confinata alla nostra meditazione seduta. Nonappena la nostra meditazione inizierà ad avere successo, inizieremo  a notare dei cambiamenti nella nostra vita quotidiana. La meditazione seduta non è separata dalla nostra vita di tutti i giorni ed è grazie a questo che meditare ci aiuterà a vivere una vita più felice e rilassata.

La Meditazione Seduta parte 1 - Guardare in profondita'

Il secondo aspetto dlla meditazione è il “guardare in profondità”. Poniamo il caso che qualcuno abbia detto o fatto qualcosa che ci ha fatto soffrire, o ci ha mandatto su tutte le furie. Una volta che siamo riusciti a fermarci, a calmare le nostre emozioni e abbiamo ottenuto un certo distacco dalla situazione, possiamo iniziare a guardare in profondità per vedere cosa sia veramente successo. Perché questo tipo di meditazione abbia successo dobbiamo avere il profondo desiderio di capire e dobbiamo trasformare la nostra difficoltà nell’oggetto della nostra meditazione. Se la nostra intenzione è quella di punire la persona che ci ha fatto soffrire o di vendicarci, sicuramente la nostra meditazione non avrà successo. Lentamente, mantenendo la nostra consapevolezza del respiro, possiamo riesumare l’episodio che ci ha tanto disturbato e cercare di analizzare ogni dettaglio con uno sguardo imparziale. Dobbiamo essere in grado di vedere che da parte nostra abbiamo contribuito a creare questo malinteso e riconoscere la nostra responsabilità. Dobbiamo riconoscere che l’altra persona ci ha fatto soffrire preché lei stessa sta soffrendo enormemente ed ha bisogno di aiuto. Se abbiamo successo nel vedere la sofferenza dell’altra persona come la nostra propria sofferenza non saremo più animati dalla voglia di punire o di vendicarci. A quel punto vorremo solamente capire le radici della sofferenza nell’altra persona per poterla aiutare. Il Buddha ha insegnato che la maggior parte dei nostri sentimenti dolorosi sono causati da percezioni erronee. Crediamo che l’altra persona ci voglia fare del male, ma in realtà questa non è che un’idea basata su una percezione distorta della realtà. Quando osserviamo in profondità abbiamo l’occasione di recidere queste percezioni erronee e con queste le radici della sofferenza dentro di noi.

Guardare in profondità è una capacità che con il tempo diventerà sempre più efficace e accurata. Possiamo utilizzare questa capacità per fare luce sul nostro corpo e sulla nostra mente e per scoprire che in realtà non siamo entità separate dal resto del cosmo. Per coltivare una comprensione così profonda saranno necessari alcuni anni di pratica, ma ognuno può riuscire. Se lo vogliamo veramente prima o poi riusciremo a capire la nostra mente. La comprensione è una capacità che ognuno di noi possiede e tutto ciò che dobbiamo fare è assicurarci di innaffiare questo seme in modo che diventi un albero solido e profondamente radicato nella nostra coscienza. Possiamo aiutare la nostra pratica a solidificarsi utilizzando delle “meditazioni guidate” che stimolino il nostro interesse e la nostra attenzione. Se non siamo interessati all’oggetto che stiamo contemplando sarà molto difficile trovare la concentrazione necessaria per meditare con successo. Ogni volta che ci sediamo sul nostro cuscino dovremmo sentirci felici di poterci sedere e praticare in questo modo. Meditare è come coltivare il suolo della nostra coscienza per poter permettere ai semi migliori di manifestarsi e di crescere. Un buon giardiniere non ha fretta di vedere i fiori manifestarsi. Mentre prepara il suolo, mentre semina ed innaffia può già entrare in contatto con i fiori e gioire anche se non è ancora primavera. Se piantiamo delle rose cresceranno delle rose; allo stesso modo se piantiamo semi di pace, amore e compassione nella nostra mente prima o poi raccoglieremo pace, amore e compassione. Tutto quello che dobbiamo fare è assicurarci che questi semi non muoiano e che ricevano il giusto nutrimento. Se possiamo sederci in meditazione per molte ore ma non siamo felici e a nostro agio, forse stiamo solo innaffiando semi di orgoglio e fierezza. Ma se siamo in grado di sederci anche solo dieci o venti minuti, coltivando la felicità e la gioia, raccoglieremo i frutti durante tutta la nostra giornata.