JA slide show

Gruppi di Meditazione Sicilia

Questo sito creato dal Gruppo di meditazione (sangha) di Catania è direttamente collegato con i monaci di Plum Village e vuole essere un punto di incontro tra i praticanti e i sangha che seguono gli insegnamenti della scuola zen di Plum Village fondata da Thay Thich Nhat Hanh.

 

Discorso sul conoscere il modo migliore di catturare un serpente PDF Stampa E-mail
Venerdì 26 Dicembre 2008 10:41
Così ho udito una volta che il Buddha si trovava nel monastero di Anathapindika, nel parco di
Jeta, vicino a Sravasti. A quel tempo il bhiksu Arittha, che prima di essere ordinato monaco
ammaestrava avvoltoi, era erroneamente convinto che, secondo gli insegnamenti del Buddha, i
piaceri dei sensi non fossero di ostacolo alla pratica. Molti bhiksu, una volta venuti a conoscenza
di questo, si recarono da Arittha e gli domandarono: "Fratello Arittha, credi davvero che il
Buddha abbia insegnato che i piaceri dei sensi non sono di ostacolo alla pratica?"
Arittha rispose: "Sì amici, è vero. Credo che il Buddha non consideri i piaceri dei sensi come
un ostacolo alla pratica".
Gli altri bhiksu lo rimproverarono: "Fratello Arittha, tu fraintendi gli insegnamenti del
Buddha e in questo modo lo calunni. Il Signore non ha mai detto niente del genere. Al
contrario, usa molti esempi per insegnare che i piaceri dei sensi sono di ostacolo alla pratica.
Dovresti abbandonare la tua opinione erronea". Sebbene tutti gli altri bhiksu lo avessero
consigliato in questo senso, non si curò di loro. Tre volte gli chiesero di abbandonare la sua
opinione erronea e tre volte egli rifutò, continuando ad asserire di avere ragione mentre gli
altri avevano torto. Allora i monaci si recarono dal Buddha e gli raccontarono l'accaduto.
Il Buddha fece chiamare Arittha, lo rimproverò e insegnò ai bhiksu: "Monaci, dovreste
comprendere a fondo il significato degli insegnamenti che offro, prima di metterli in pratica. Se
non li avete ancora capiti a fondo, dovreste chiedere spiegazioni a me, ai fratelli anziani nel
Dharma o a chi eccelle nella pratica. Ci sono persone che hanno una comprensione
insufficiente e, dal momento che non hanno capito la lettera e lo spirito degli insegnamenti, li
interpretano in una maniera diametralmente opposta a come sono stati concepiti, che siano
discorsi, insegnamenti in prosa e in versi, profezie, brevi strofe, originazione interdipendente,
similitudini, frasi ispirate, citazioni, racconti sulle vite precedenti, avvenimenti meravigliosi,
commentar! approfonditi e chiarimenti attraverso definizioni.
"Ci sono sempre persone che studiano unicamente allo scopo di soddisfare la propria curiosità
e di prevalere nei dibattiti e non per ottenere la liberazione. Perciò sono catturate dalle apparenze
e non sono ricettive verso il vero spirito dei sutra. Sopportano molte difficoltà dalle quali non
traggono il minimo beneficio e al termine sono esauste per questo sforzo eccessivo.
"Bhiksu, persone che studiano così possono essere paragonate a chi cattura un serpente in un
luogo selvaggio. Non appena questi scorge un grosso serpente cerca di afferrarlo e il serpente si
gira verso di lui e lo morde sulla mano o su una gamba o su un'altra parte del corpo. Catturare
un serpente in questo modo non reca alcun vantaggio, ma, al contrario, porta solo sofferenza.
Ciò avviene perché le persone non conoscono il giusto modo di catturare un serpente.
"Bhiksu, comprendere i sutra in modo errato è lo stesso. Se non praticate il Dharma
correttamente, potreste comprenderne il significato in senso opposto a come va inteso. Ma se
praticate in maniera intelligente, comprenderete la lettera e lo spirito degli insegnamenti e sarete
in grado di spiegarli correttamente. Non praticate soltanto per mettervi in mostra o discutere con
gli altri, praticate per ottenere la liberazione: se
10 farete, non proverete grande fatica o sofferenza.
"Bhiksu, uno studente del Dharma intelligente è come qualcuno che va a caccia di serpenti
e sa come usare un bastone biforcuto. Quando giunge in un luogo selvaggio e scorge un grosso
serpente, gli mette
11 bastone proprio sul collo e con la mano ne afferra la testa. Il serpen
te si avvolge attorno alla mano, alle gambe o a qualunque altra parte del
corpo, ma non riesce a mordere. Catturare un serpente in questa ma
niera non comporta sofferenza e afflizioni, perché la persona conosce
l'arte di catturare serpenti.
"Bhiksu, uomini e donne di sani principi che studiano il Dharma devono essere capaci di
comprendere lo spirito e la lettera degli insegnamenti. Non devono studiare al fine di vantarsi o
di competere nei dibattiti, ma soltanto per ottenere la liberazione. Studiando in questo modo,
con intelligenza, non proveranno grande fatica o sofferenza.
"Bhiksu, vi ho già fatto molte volte l'esempio della zattera per farvi capire che è opportuno
sapere quand'è il momento di lasciarla andare, evitando di trattenerla con sé inutilmente.
Immaginiamo un torrente che scende dalle montagne, si gonfia e diventa un'enorme distesa di
acqua alluvionale che porta a valle fango e detriti. Una persona che vuole attraversarla pensa:
'Qual è la maniera più sicura di passare questa distesa d'acqua?' Valutata la situazione, decide di
raccogliere rami e fasci d'erba, costruisce una zattera e la usa per passare dall'altra parte. Terminata
la traversata, pensa: 'Ho impiegato molto tempo ed energie nel costruire questa zattera. E
un bene di grande valore e la porterò con me nel resto del viaggio'. Bhiksu, credete forse che
caricarsi sulle spalle la zattera e portarla con sé sia una scelta intelligente?"
I bhiksu risposero: "No, Onorato dal mondo".
II Buddha disse: "Cosa dovrebbe fare quella persona per agire in
modo saggio? Dovrebbe pensare: 'Questa zattera mi ha aiutato ad at
traversare incolume il fiume. La lascerò qui, in acqua o sulla riva, così
che altri possano usufruirne'. Non sarebbe questa una cosa più intelli
gente da fare?"
I bhiksu risposero: "Sì, Onorato dal mondo".
II Buddha insegnò: "Vi ho già offerto questo insegnamento sulla zat
tera molte volte per ricordarvi quanto sia necessario lasciare andare tutti
i veri insegnamenti e ancora di più gli insegnamenti che non sono veri".
"Bhiksu, le opinioni si fondano su sei basi. Questo significa che esistono sei diversi tipi di
percezioni erronee da abbandonare. Quali sono?
"Prima di tutto c'è la forma: che appartenga al passato, al futuro o al presente, che sia nostra
o di qualcun altro, sottile o grossolana, brutta o bella, vicina o lontana, tale forma non mi
appartiene, non è me, non è il sé. Un bhiksu dovrebbe guardare in profondità al fine di capire la
verità sulla forma.
"In secondo luogo ci sono le sensazioni, poi ci sono le percezioni e le formazioni mentali.
Che questi fenomeni appartengano al passato, al futuro o al presente, che siano nostri o di
qualcun altro, sottili o grossolani, brutti o belli, vicini o lontani, tali fenomeni non mi
appartengono, non sono me, non sono il sé.
"C'è poi la coscienza: qualsiasi cosa vediamo, ascoltiamo, percepiamo, conosciamo,
afferriamo con la mente, osserviamo e pensiamo nel presente o in qualunque altro tempo, non
ci appartiene, non è noi, non è il sé.
"E infine c'è il mondo. Ci sono persone che pensano: 'II mondo è il sé, il sé è il mondo; il
mondo è me, io esisterò immutabile dopo la morte. Io sono eterno, non scomparirò mai'. Per
favore, meditate al fine di capire che il mondo non è mio, non è me, non è il sé. Vi invito a guardare
in profondità per comprendere la verità sul mondo".
Dopo avere ascoltato tutto ciò, un bhiksu si alzò, scoprì la spalla destra in segno di rispetto,
giunse le mani nella direzione del Buddha e disse: "Onorato dal mondo, paura e ansia possono
avere un'origine interna:
II Buddha rispose: "Sì, paura e ansia possono avere un'origine interna. Se pensate: 'Ciò che
non è esistito in tempi passati, in seguito è esistito, ma adesso non esiste più', vi sentirete tristi o
proverete confusione e disperazione. E così che paura e ansia possono avere un'origine interna".
Il medesimo bhiksu chiese ancora: "Onorato dal mondo, è possibile impedire che paura e
ansia, che hanno un'origine interna, si manifestino?"
Il Buddha rispose: "Sì, è possibile impedire che paura e ansia, che hanno un'origine interna,
si manifestino. Se non pensate: 'Ciò che non è esistito in tempi passati, in seguito è esistito, ma
adesso non esiste più', non vi sentirete tristi né proverete confusione e disperazione. In questo
modo si può impedire che paura e ansia, che hanno un'origine interna, si manifestino".
"Onorato dal mondo, è possibile che paura e ansia sorgano per una causa esterna?".
Il Buddha insegnò: "Sì, è possibile che paura e ansia sorgano per una causa esterna. Voi potreste
pensare: 'Questo è il sé, questo è l'universo, questo sono io, continuerò ad esistere per sempre'.
Supponiamo, tuttavia, che incontriate il Buddha o un discepolo del Buddha che abbia
intelligenza e saggezza tali da insegnare il Dharma sul lasciare andare tutte le opinioni
sull'attaccamento al corpo, al sé e agli oggetti del sé con l'idea di rinunciare all'orgoglio, ai
nodi interni (samyojana) e alle dispersioni di energia (asrava), e pensiate: 'Questa è la fine di
ogni cosa, dovrò abbandonare tutto, io non sono l'universo, non sono me stesso, non sono il sé
e non continuerò ad esistere per sempre. Quando morirò, scomparirò del tutto. Non mi resta
niente da perseguire, per cui gioire o da ricordare'. Di conseguenza, vi sentirete tristi e proverete
confusione e disperazione. In questo modo paura e ansia sorgono per una causa esterna".
Il Buddha domandò: "Bhiksu, ritenete che i Cinque Aggregati e il sé siano permanenti,
immutabili e non soggetti a distruzione?"
“NO, maestro” .
"Esiste qualcosa che possiamo prendere e trattenere con attaccamento che non sia causa di ansia,
afflizione, angoscia, sofferenza e disperazione?"
"No, maestro".
"Esiste un'opinione del sé nella quale prendere rifugio che non sia causa di ansia, afflizione,
angoscia, sofferenza e disperazione?"
"No, maestro".
"Esatto. L'idea di un sé genera a sua volta l'idea di qualcosa che appartiene al sé. Senza l'idea del
sé non può sorgere l'idea di qualcosa che appartiene al sé. Il sé e ciò che gli appartiene sono
opinioni basate sul tentativo di concepire cose che non possono essere concepite e di dimostrare
cose che non possono essere dimostrate. Tali percezioni erronee fanno sì che in noi si formino
dei nodi interni che hanno origine proprio quando siamo catturati da idee non concepibili, non
dimostrabili e che non hanno fondamento nella realtà. Comprendete che si tratta di percezioni
erronee? Vedete le conseguenze di tali percezioni erronee nel caso del bhiksu Arittha?"
Il Buddha continuò: "Se un bhiksu, in considerazione delle sei basi delle opinioni erronee, non
fa sorgere l'idea di io e mio, non sarà prigioniero di questa esistenza. Quindi non avrà paura. Non
provare paura significa raggiungere il Nirvana. Una persona di tal fatta non è turbata da nascita e
morte; ha vissuto la vita santa; ha fatto ciò che doveva essere fatto; non passerà per ulteriori
nascite e morti; conosce la verità delle cose così come sono. Un tale bhiksu ha riempito il fossato,
lo ha attraversato, ha distrutto la cittadella nemica, ha forzato la porta e può guardare nello
specchio della comprensione sublime.
"Bhiksu, questa è la Via del Tathagata e di coloro che hanno ottenuto la liberazione. Indra,
Prajapati, Brahma e gli altri dèi al loro seguito, per quanto cerchino non possono trovare alcuna
traccia della coscienza di un Tathagata. Il Tathagata è una nobile fonte di purezza e quiete, nella
quale non vi sono eccitazione o prostrazione. Asceti e brahmani, quando ascoltano i miei
insegnamenti, mi accusano di non dire la verità. Dicono che il monaco Gautama sostiene una
teoria nichilista e il principio dell'assoluta non esistenza, mentre in realtà gli esseri viventi
esistono. Il Tathagata non ha mai sostenuto simili tesi. In verità il Tathagata insegna soltanto
come mettere fine alla sofferenza per giungere a una condizione di non paura. Se qualcuno mette
sotto accusa, critica, calunnia o aggredisce il Tathagata, egli non se ne cura. Egli non va in collera
né tenta di vendicarsi. Se qualcuno mette sotto accusa, critica, calunnia o aggredisce il Tathagata,
come reagisce il Tathagata? Egli pensa: 'Se qualcuno rispetta, onora e fa offerte al Tathagata, il
Tathagata non ne è compiaciuto. Il Tathagata pensa semplicemente che quella persona agisce così
perché il Tathagata ha ottenuto il frutto del risveglio e della trasformazione".
Dopo avere ascoltato il Buddha, i bhiksu misero in pratica questo insegnamento con grande
gioia.
Arittha Sutra, Madyama Agama 220 Alagaddupama. Sutta, Majjhima Nikaya 22'
Per il testo completo e il commento, si veda Thich Nhat Hanli, Tkundering Silence,
Berkelev, Parallax Press, 1993.