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Gruppi di Meditazione Sicilia

Questo sito creato dal Gruppo di meditazione (sangha) di Catania è direttamente collegato con i monaci di Plum Village e vuole essere un punto di incontro tra i praticanti e i sangha che seguono gli insegnamenti della scuola zen di Plum Village fondata da Thay Thich Nhat Hanh.

 

II Diamante che recide l'Illusione PDF Stampa E-mail
Venerdì 26 Dicembre 2008 10:58

Gatha di apertura *
Come possiamo vincere la paura della nascita e della morte
e divenire indistruttibili come il diamante?
In che direzione dobbiamo orientare la nostra pratica
per essere liberi da migliaia di illusioni?
Se la mente risvegliata mostra la sua compassione
e apre davanti a noi lo scrigno del tesoro,
allora potremo portare nelle nostre vite
i meravigliosi insegnamenti del diamante.
Discorso
Questo è quanto ho udito una volta che il Buddha dimorava nel
monastero del parco di Anathapindika, nel boschetto di Jeta, vicino
alla città di Sravasti, con una comunità "di milleduecentocinquanta
bhiksu.
Quel giorno, al momento della raccolta delle offerte, il Buddha indossò
il suo sanghati e, con la ciotola tra le mani, si recò nella città di
Sravasti per mendicare il cibo, andando di casa in casa. Terminata la
questua, tornò al monastero per consumare il pasto di mezzogiorno.
Ripose il sanghati e la ciotola, si lavò i piedi, sistemò il cuscino e si
sedette.
A quel punto il Venerabile Subhuti si alzò, scoprì la spalla destra,
pose un ginocchio a terra e, giungendo le mani in segno di rispetto,
disse al Buddha: "Onorato dal mondo, è raro trovare una persona del
tuo valore. Tu sostieni sempre i bodhisattva e mostri grande fiducia
nei loro confronti.
"Onorato dal mondo, se donne e uomini di sani principi volessero
generare la più pura e realizzata mente del risveglio, su che cosa
dovrebbero basarsi e cosa dovrebbero fare per padroneggiare la loro
mente?"
Il Buddha disse a Subhuti: "Ecco come i bodhisattva mahasattva
padroneggiano la loro mente: Per quante infinite specie di esseri
viventi esistano, sia nati da uova, che dall'utero materno,
dall'umidità o spontaneamente; sia che abbiano una forma, sia
che non abbiano una forma; sia che abbiano percezioni, sia che
non abbiano percezioni; o per quanto si dica che abbiano
percezioni o che non abbiano percezioni, dobbiamo condurre
tutti questi esseri al Nirvana, così che raggiungano la
liberazione. E quando questo incalcolabile, incommensurabile,
infinito numero di esseri avrà raggiunto la liberazione, noi non
penseremo, in realtà, che un solo essere sia stato liberato'.
"Perché è così? Subhuti, se un bodhisattva resta attaccato
all'idea dell'esistenza di un sé, di una persona, di un essere vivente e
della durata di una vita, quella persona non è un autentico
bodhisattva.
"Inoltre, Subhuti, quando un bodhisattva pratica la generosità,
per praticare la generosità non si basa su forma, suono, odore,
gusto, tatto o dharma. Questo, Subhuti, è lo spirito con il quale
un bodhisattva pratica la generosità, egli non si basa sui segni.
Perché? Se un bodhisattva pratica la generosità senza basarsi sui
segni, i meriti di tale virtù non possono essere concepiti né
misurati. Subhuti, pensi che lo spazio a Oriente possa essere
misurato?"
"No, Onorato dal mondo".
"Subhuti, pensi che gli spazi a Occidente, a Sud e a Nord, in
alto e in basso, possano essere misurati?"
"No, Onorato dal mondo".
"Subhuti, se un bodhisattva, quando pratica la generosità, non si
basa su alcun concetto, la felicità che deriva da tale atto virtuoso è
grande come lo spazio, non può essere misurata. Subhuti, i
bodhisattva dovrebbero lasciare che la loro mente dimori negli
insegnamenti che ho appena dato.
"Che ne pensi, Subhuti? È possibile definire il Tathagata
attraverso i segni del corpo?"
"No, Onorato dal mondo. Quando il Tathagata parla dei segni
del corpo, non ci sono segni dei quali parlare".
Il Buddha disse a Subhuti: "Ovunque vi sia qualcosa che può
essere distinto attraverso i segni, in quel luogo c'è inganno. Se si
comprende la natura senza segno dei segni, allora si può vedere il
Tathagata".
Il Venerabile Subhuti disse al Buddha: "Nei tempi a venire, ci
saranno ancora persone che, ascoltando questi insegnamenti,
avranno davvero fede e fiducia in essi?"
Il Buddha rispose: "Non dire così, Subhuti. Cinquecento anni
dopo la morte del Tathagata, ci saranno ancora persone che
assaporeranno la gioia e la felicità che derivano dall'osservare gli
addestramenti alla consapevolezza. Nell'ascoltare queste parole,
quelle persone avranno fede e fiducia che questa è la verità. Sappi
che quelle persone avranno seminato bene non soltanto durante la
vita di un Buddha o anche di due, tre, quattro o cinque Buddha,
ma in realtà avranno piantato semi salutari durante la vita di
decine di migliaia di Buddha. Chiunque generi, anche per un solo
secondo, una fiducia pura e sincera nell'a-scoltare queste parole
del Tathagata, sarà conosciuto e visto dal Tathagata e, grazie a
questa comprensione, otterrà una felicità incalcolabile. Perché?
"Perché quella persona non è prigioniera dell'idea di un sé, di
una persona, di un essere vivente e della durata di una vita. Non è
prigioniera dell'idea di un dharma o dell'idea di un non dharma.
Non è prigioniera della nozione che questo è un segno e quello non
è un segno. Perché? Se si è prigionieri dell'idea di un dharma, si è
ancora prigionieri dell'idea di un sé, di una persona, di un essere
vivente e della durata di una vita. Se si è prigionieri dell'idea che i
dharma non esistono, si è ancora prigionieri del sé, di una persona,
di un essere vivente e della durata di una vita. Per tale motivo non
dovremmo essere catturati dai dharma o dall'idea che i dharma
non esistono. Questo è il significato più profondo quando il
Tathagata afferma: 'Bhiksu, sappiate che tutti gli insegnamenti
che vi offro sono una zattera'. Tutti gli insegnamenti devono
essere abbandonati, per non parlare dei non insegnamenti".
Il Buddha chiese a Subhuti: "In tempi antichi, quando il
Tathagata praticava sotto la guida del Buddha Dipankara, ottenne
forse qualcosa?"
Subhuti rispose: "No, Onorato dal mondo. In tempi antichi,
quando il Tathagata praticava sotto la guida del Buddha
Dipankara, non ottenne nulla".
"Che ne pensi, Subhuti? Un bodhisattva crea una terra del
Buddha tranquilla e meravigliosa?"
"No, Onorato dal mondo. Perché? Creare una terra del Buddha
tranquilla e meravigliosa in effetti non è creare una terra del
Buddha
tranquilla e meravigliosa. Proprio per questo diciamo: creare una
terra del Buddha tranquilla e meravigliosa".
Il Buddha disse: "Quindi, Subhuti, tutti i bodhisattva
mahasattva dovrebbero dare origine a un'intenzione chiara e pura
in questo spirito. Nel dare origine a questa intenzione non
dovrebbero basarsi su forma, suono, odore, gusto, tatto o dharma
e la loro mente non dovrebbe dimorare in nessun luogo.
"Perciò, Subhuti, quando un bodhisattva genera
l'incomparabile mente del risveglio, deve abbandonare tutte le
idee. Nel generare quella mente non può basarsi su forma, suono,
odore, gusto, tatto o dharma. Può solo generare una mente che
non sia prigioniera di nulla.
"Il Tathagata ha detto che tutti i concetti non sono concetti e
che tutti gli esseri viventi non sono esseri viventi. Subhuti, il
Tathagata parla delle cose per quello che sono, dice quello che è
vero e si esprime in accordo con la realtà, non per ingannare o
compiacere. Subhuti, se diciamo che il Tathagata ha realizzato un
insegnamento, quell'insegnamento non è né veritiero né
ingannevole.
"Subhuti, un bodhisattva che, per praticare la generosità,
dipende ancora dai concetti è simile a chi cammina nel buio. Non
vede niente. Al contrario, quando un bodhisattva non dipende dai
concetti per praticare la generosità, è simile a chi ha buona vista e
cammina sotto la luce splendente del sole. Può distinguere ogni
forma e colore.
"Subhuti, non dire che il Tathagata pensa: 'Porterò gli esseri
viventi sulla sponda della liberazione'. Non dire questo, Subhuti.
Perché? In verità non esiste un solo essere che il Tathagata debba
condurre sulla sponda della liberazione. Se il Tathagata dovesse
pensare che tale essere esiste, sarebbe catturato dall'idea di un sé,
di una persona, di un essere vivente o della durata di una vita.
Subhuti, ciò che il Tathagata definisce sé, in sostanza non ha un sé
nel modo in cui le persone comuni pensano. Subhuti, il Tathagata
non considera nessuno una persona comune. Proprio per questo la
può chiamare persona comune.
"Che ne pensi, Subhuti, è possibile meditare sul Tathagata
attraverso i trentadue segni?"
Subhuti disse: "Sì, Venerabile Signore. Dovremmo usare i
trentadue segni per meditare sul Tathagata".
Il Buddha disse: "Se tu affermi che utilizzi i trentadue segni per
vedere il Tathagata, allora anche il Cakravartin è un Tathagata?"
Subbiiti rispose: "Onorato dal mondo, comprendo il tuo
insegnamento. Non si dovrebbero usare i trentadue segni per
meditare sul Tathagata".
A quel punto il Tathagata recitò i seguenti versi:

"Chiunque tenti di riconoscermi nella forma
o mi cerchi nei suoni
è su un sentiero erroneo
e non può vedere il Tathagata".

"Subhuti, sbagli se pensi che il Tathagata realizzi la più
sublime mente del risveglio e non abbia bisogno di avere tutti i
segni caratteri-stici. Subhuti, non pensare in questo modo. Non
credere che nel generare la sublime mente del risveglio si debbano
vedere tutti gli oggetti della mente come non esistenti, separati
dalla vita. Non credere che sia così. Chiunque generi la più pura e
realizzata mente del risveglio non afferma che tutti gli oggetti
della mente sono non esistenti e separati dalla vita".
Dopo aver ascoltato il Signore Buddha offrire questo discorso, il
Venerabile Subhuti, i bhiksu e le bhiksuni, uomini e donne laici,
dèi e asura, pieni di gioia e fiducia, iniziarono a mettere in pratica
gli insegnamenti.

Vajracchedika Prajnupemtmita, Sutra Tripitaka. Taisho riveduto

Per il testo completo e il commento si veda Thich Nhat Hanh, Il diamante che recide
l'illusione, Roma, Ubaldini, 1995